Un po' di dati biografici

Fabio ha praticato Karatè a livello agonistico nazionale e internazionale dall’età di 13 anni fino al 1993. Attualmente è Cintura Nera 3° DAN, istruttore tecnico federale FILPJK-CONI. Dal 1983 al 1991 è stato 15 volte Campione Regionale Karatè "specialità combattimento” e atleta titolare della Rappresentativa italiana per la stessa specialità. Nel 1989 conquista il titolo di vice campione italiano di combattimento non-stop. Negli stessi anni iniziano le sue performance in bicicletta.

1984: Venezia - Corsica A/R in bicicletta.

1985: Venezia - Danimarca A/R in bicicletta.

1986: Venezia – Finlandia - Svezia A/R in bicicletta.

1987: Venezia - Capo Nord (Norvegia), A/R in bicicletta (un totale di 9.000 Km in 49 giorni); 1988: Venezia – Francia – Irlanda - Spagna A/R in bicicletta.

1989: Campionato italiano MTB.

1990: Campionato italiano MTB.

1991: 61° Campionato Mondiale MTB - Ciocco (LU). Nello stesso anno prende parte anche alla Vasaloppet, la più lunga gara di sci di fondo al mondo (90 Km).

1993: Sahara tunisino e Isole Canarie in MTB.

1994: Attraversata in bicicletta degli USA in solitaria (da Ovest a Est, da Sud a Nord, da Nord al Centro, dal Centro a Sud per un totale di 9.300 Km in 45 giorni).

Tra il 1991 e il 1993 si dedica al triathlon e a metà degli anni ’90, individuato nel ciclismo di endurance la specialità nella quale riesce a esprimere al meglio le sue caratteristiche fisico-psicologiche, inizia la sua attività di ultracycling professionista

1995: terzo assoluto e primo degli italiani al 1° Giro d’Italia in una tappa (1.663 Km in bici no - stop in 75 ore).

1996: è costretto al ritiro al 2° Giro d’Italia in una tappa a causa di un virus tenace, ed è costretto al ritiro anche alla sua prima RAAM (Race Across America, U.S.A.) per un grave incidente occorso al coordinatore tecnico del suo equipaggio dopo solo 160 Km dall’inizio della gara.

1997: RAAM 1997, costretto al ritiro a meno di un giorno dall’arrivo (probabile vincitore categoria “Rookie” e 7°-6° assoluto) per problemi con l’equipaggio.

1998: RAAM 1998, quinto assoluto col tempo di 9 giorni 6 ore e 59 minuti, primo italiano nella storia del ciclismo ad aver portato a termine la RAAM e ad averlo fatto giungendo entro i "Top Five".

1999: RAAM 1999, ancora quinto assoluto col tempo di 8 giorni 23 ore e 07 minuti, uno dei soli 10 atleti al mondo che hanno concluso la RAAM in meno di 9 giorni.

2000: RAAM 2000, finalmente sul podio, terzo assoluto col tempo di 9 giorni 10 ore e 43 minuti. Nello stesso anno prende parte alla Furnace Creek 508 nel deserto californiano della Death Valley, ma è costretto al ritiro.

2001: costretto al ritiro sia dalla RAAM 2001 che dalla Furnace Creek 508 (Death Valley, California), vince la Denver to Aspen Classic in Colorado.

2002: RAAM 2002, costretto al ritiro a causa di piaghe al sottosella. Vince nuovamente la Denver to Aspen Classic (Colorado).

2003: RAAM 2003, costretto al ritiro.

2005: la miglior vittoria dell'anno e di sempre: la nascita di Rocco Giovanni Biasiolo. Alla RAAM 2005 è terzo classificato assoluto, con il tempo di 10 giorni 8 ore e 14 minuti da San Diego ad Atlantic City.

2006: RAAM 2006 (categoria Solo Traditional), dopo essere stato primo per 7 giorni, a causa di una caduta, nella quale si procura la rifrazione del mignolo del piede sinistro e della cresta iliaca, perde la prima posizione ma arriva comunque sul podio: è terzo con il tempo di 9 giorni 19 ore e 49 minuti; 1001 Miglia (Campionato Italiano di Ultracycling, Italia), è secondo assoluto.

2007: nominato responsabile per il Sud Europa dell’UMCA (Ultracycling Marathon Association); RAS 2007 (Slovenia); RAAM 2007 costretto al ritiro per problemi con l’equipaggio; L’Autre Tour de France, esperimento medico scientifico in collaborazione con l’Università di Tolosa (Francia), sullo stesso tracciato del Tour de France 2007.

2008: RAS 2008 (Slovenia); Desafio 24H (Fortaleza, Brasile), Prova di Coppa del Mondo di Ultracycling, arriva terzo assoluto e festeggia il 1000 000 km in carriera.

2009: è il primo italiano ad aver vinto il Campionato Italiano Ultracycling, la Coppa Europea di Ultracycling, la Coppa del Mondo di Ultracycling e l’UltraCup di Ultracycling, avendo partecipato a Sebring 24H (Sebring, Florida); Montello 24H “Memorial Mauro Marcato” (Treviso, Italia) ; RAS 2009 (Slovenia); Melfar 24H (Danimarca); Radmarathon (Svizzera); Race Around Ireland (Irlanda).

2010: vince il Campionato Europeo-24h di Ultracycling 2010 e il Campionato Italiano di Ultracycling, è secondo assoluto nella Prova di Coppa del Mondo (17-18 aprile, Montello 24h “Memorial Mauro Marcato”, Treviso, Italia).

Intervista a Fabio

FABIO, PERCHE’ LO SPORT ESTREMO ? Non si tratta di una sfida con me stesso nè di testare le miei limiti fisici e mentali, come molti potrebbero pensare. Le mie "azioni" nascono dentro di me, sono un bisogno interiore che si nutre di se stesso : sono sempre state lì, come in letargo, e quando qualcuno dall’esterno te le propone, il tuo "IO" più recondito le riconosce e le fa sue fin dall’inizio.? QUALCUNO POTREBBE ACCUSARTI DI ESSERE UN PO’ SOPRA LE RIGHE..............? E’ vero, esco dagli stereotipi della persona normale : ma a volte mi chiedo se sono io il pazzo (e molti possono considerarmi tale) oppure lo sono tutti quelli che non hanno il coraggio di soddisfare le proprie necessità interiori.? TI SENTI MAI SOLO DURANTE I TUOI VIAGGI ?? No, mai. E’ solo una questione fisica ; dentro ho un ricco mondo interiore che è la mia costante compagnia. E poi guardandomi intorno imparo continuamente : mi hanno insegnato più due mesi di viaggio che 15 anni di scuola.? E LE COCENTI DELUSIONI DEL ’96 E ’97 SPECIALMENTE ALLA RAAM, COSA TI HANNO INSEGNATO ?? Ho appreso molto di più da queste dolorose esperienze che dalle soddisfazioni più gratificanti. Se sei determinato e se sai bene cosa vuoi nulla ti può fermare o distruggere, possono solamente scalfirti ma non arrestarti.? QUINDI NON CREDI ALLA SFORTUNA ?? Della fortuna credo quello che ho imparato da John Howard - la fortuna è una combinazione di determinazione e duro lavoro. Tu costruisci la tua stessa fortuna. Più duro lavori e più determinato sei, più fortunato sarai e viceversa.? COSA CAMBIA, RISPETTO AL SOLITARIO, AVERE UN EQUIPAGGIO AL SEGUITO ?? Niente, sei solo comunque.? CHE RAPPORTO HAI CON LE TUE BICICLETTE ?? Meraviglioso ! Quello che tu hai con le tue mani e piedi. Non potresti fare niente durante il giorno se non le avessi. Ma più semplicemente, rappresentano un mezzo, uno strumento che ritieni idoneo a soddisfare le tue esigenze.? L’AMORE PER L’AVVENTURA CHE PESO HA ?? Ha peso nei limiti in cui ha importanza la curiosità positiva dell’essere umano ; la stessa che ha spinto l’uomo a scoprire il fuoco, ad andare sulla luna, a studiare l’atomo, ecc. E’ il senso della frontiera, del limite, dell’oltre il prevedibile e la conoscenza.? NON HAI MAI PAURA ?? Se non avessi mai paura sarei veramente un pazzo ! Un attimo prima di partire , quando tutto è pronto e sembra dunque inevitabile, allora mi chiedo, perché lo stai facendo, Fabio, chi te lo fa fare ? Ma forse la motivazione più forte è proprio il voler fronteggiare le mie paure interne ; quindi si può dire che la base e spirito di tutto, la molla che fa scattare il meccanismo, è proprio la paura.?

L'aspetto medico

Ho conosciuto Fabio nel 1995 quando lo seguii nella prima edizione del "Giro d’Italia in una tappa", ben 1.600 Km No-Stop dove si classificò 3° assoluto a primo italiano. Allora mi resi conto che, con una preparazione atletica e mentale adeguata, l’organismo umano riesce a superare limiti impensabili fino a pochi decenni fa. Successivamente, conoscendo meglio Fabio sotto il profilo psicologico ed umano, oltre che fisiologico, ho capito che si trattava di un atleta serio, motivato, conscio delle proprie capacità, ma soprattutto dei propri limiti ed ho accettato di seguirlo durante tutta la preparazione della RAAM. Premesso che la capacità di trovare motivazioni ed energia per andare avanti, sempre, in situazione di privazioni di sonno, è la dote più importante per portare a termine una gara come la RAAM, non vi è dubbio che le caratteristiche fisiologiche dell’atleta lo sono altrettanto. Per consentire ai preparatori di dosare l’intensità ed il volume degli allenamenti sia a secco che in bici, Fabio è stato controllato con test di valutazione funzionale per monitorare gli adattamenti fisiologici. Periodicamente sono state determinate la VO2 max (all’ultimo controllo il valore riscontrato fu : VO2 di picco = 78,5 ml/kg/min.), la soglia ventilatoria, le variazioni di VO2 alle varie frequenze di pedalata in modo da individuare un range di rpm, a parità di potenza sviluppata, ottimale dal punto di vista del costo energetico. Con il test di Mader è stata determinatala curva lattato-potenza e lattato-frequenza al fine di individuare la frequenza cardiaca ed i watt sviluppati alle varie concentrazioni ematiche del lattato. Durante la maggior parte della RAAM, la potenza sviluppata è stata tale da consentire al lattato di stabilizzarsi attorno ai 2 mM. Il monitoraggio della forza muscolare è stato effettuato alla leg-press orizzontale, collegata con un misuratore della velocità di spostamento del pacco pesi (Real Power, Globus Italia). Conoscendo il peso spostato, si è risaliti alla forza ed alla potenza sviluppata durante tutto l’arco del movimento e sono stati tracciati diagrammi di forza-velocità e di forza-potenza. Periodicamente sono stati effettuati anche esami emato-chimici per monitorare lo stato biochimico-metabolico e per individuare precocemente situazioni di sovrallenamento. Per cercare di ottimizzare il recupero muscolare o integrare delle sedute di allenamento, si è ricorso a massaggi locali oltre all’uso dell’elettrostimolazione con apparecchiature tarate specificamente dalla Medical House. La massa grassa e la massa muscolare sono state valutate bisettimanalmente mediante plicometria e sulla base dei valori riscontrati veniva impostato il regime e l’integrazione alimentare. Per la competizione, è stato impostato un regime alimentare che privilegiasse cibi di facile digeribilità, anche se spesso Fabio richiedeva dei cibi non ottimali per calorie e facilità di assimilazione, ma l’esperienza in questi casi conta molto più di qualsiasi altra regola. Il dispendio energetico giornaliero si aggirava sulle 10.200 cal. L’idratazione veniva monitorata con uno strumento che misura la densità dell’urina per consentire all’atleta di assumere liquidi in anticipo rispetto alla comparsa della sensazione di sete. Questo aspetto potrebbe sembrare banale, ma rimanere solamente per 15’ nel deserto senza idratarsi significa irrimediabilmente andare in contro alla disidratazione e al colpo di calore, con conseguente collasso. Sono stati adoperati amminoacidi a catena ramificata per ridurre il catabolismo e favorire la riparazione muscolare, antiossidanti per contrastare i danni dei radicali liberi, maltodestrine, polivitaminici e sali minerali per reintegrare le perdite. (Dr. Lucio Bigon, Centro di Medicina dello Sport Ospedale di Noale - VE - )