1.
Cosa scatta dentro un atleta perché decida di affrontare la RAAM? Quali sono le
motivazioni?
A mio avviso
le motivazioni che spingono un atleta a pensare di partecipare alla RAAM sono
sostanzialmente di due tipi:
1) Mettere alla prova se stessi per "ricercare i propri limiti";
2) A fronte di un background sportivo di alto livello ci si sente attratti da
quella che unanimemente viene considerata l'evento sportivo più duro al mondo.
Gli atleti di alto livello (i top 10 al mondo,) si identificano nelle
motivazioni di cui al punto 2) poiché considerano l'evento come una pura
competizione sportiva e non come un qualche cosa grazie al quale si vuole
dimostrare quanto si vale. Personalmente non si tratta di testare le mie
possibilità fisiche ed emotive come molti possono pensare, sono attratto dalla
vittoria finale e non tanto da quello che la gara stessa rappresenta e questa
sottile differenza cambia la mia predisposizione mentale allo sforzo e alla
fatica, alle privazioni al sonno e a quant'altro rappresenti la Race Across
America.
2.
Quanto tempo ci hai messo per preparare la RAAM?
Come si prepara un evento del genere?
Se
consideriamo che per coprire i 5.000 km dell'intero percorso impiego solitamente
circa 9 giorni, ora in più o in meno, che si deve superare un dislivello totale
di 50.000 m. che le condizioni climatiche offrono temperature che variano dai +
50 gradi dei deserti del Sud Ovest ai - 10 delle vette più alte del Colorado,
che mediamente dormo un ora per notte e pedalo per la restante parte della
giornata ecc. parlare di allenamento è alquanto problematico. La qualità
principale da allenare non è sicuramente solo la resistenza fisica, o la
velocità in salita e in piano, ma bensì la determinazione mentale alla fatica e
alla privazione del sonno e questa è una cosa che si ha oppure no. Per darvi
un'idea percorro 40.000 km all'anno e spendo circa 900 ore all'anno in palestra
tra potenziamento muscolare generale, esercizi di mobilità articolare e
flessibilità. Come si prepara un evento del genere? Con tanto cuore e amore per
la vita!
3.
Descrivici in poche righe, le sensazioni più strane
che si provano in quei giorni (durante RAAM) che non avresti mai pensato di
provare.
Sulla bici
sono solo soltanto apparentemente, dentro ho un ricco mondo interiore che è la
mia costante compagnia e riesco ad immergermi totalmente nel mondo che mi
circonda isolando il mio corpo dal contesto fisico nel quale si trova, provando
incredibilmente piacere ad attraversare paesaggi che potrebbero essere da favola
se non fosse per il fatto che non dormo quasi mai e spingo sempre sui pedali più
che posso. Mi hanno cresciuto e maturato più 8-9 giorni in bicicletta fatti a
tutta che "15 anni di scuola". Arrivo ad avere un rapporto con le mie biciclette
come quello che tutti noi abbiamo con le nostre mani e piedi, non potrei fare
niente durante il giorno se non le avessi.
4.
Tu non hai fatto solo la RAAM quali altre cose di
questo tipo hai fatto?
Il mio
background sportivo è iniziato come tanti di noi sui campi di calcio; all'età di
13 anni ho iniziato a fare karate agonistico nella specialità del combattimento
a livello nazionale ed internazionale smettendo di gareggiare nel '93. Sono
approdato alla bicicletta verso l'84 come sport complementare al karate
partecipando per alcuni anni al Campionato Italiano, alla Coppa del Mondo e ai
Campionati Mondiali. Credendo fermamente nella teoria del cross training durante
il periodo invernale ho sempre fatto sci di fondo arrivando a partecipare alla
Vasa Loppet (in Svezia) la gara di sci di fondo più lunga al mondo 90 km, in
bicicletta ho attraversato in solitaria quasi tutti i continenti.
5.
Quando ha iniziato a fare corse estreme e perché?
Nel 1994
uscito dopo un anno e mezzo di stop assoluto per una fascite plantare dovuta ad
eccessivo carico nella corsa a piedi per il triathlon, saputo
dell'organizzazione del Primo Giro d'Italia in tappa unica (1.700 km non stop),
stesse regole della RAAM, dopo solo due mesi di allenamento, con calma e
serenità e un fisico sicuramente non allenato ma riposato vi ho partecipato,
giungendo al traguardo 3 assoluto e primo degli Italiani in 75 ore, subito
dietro a dei mostri sacri della gare di durata. Da allora sono iniziati a
giungere i primi contratti che mi hanno portato a diventare un Ultracycler
professionista. Il perché segue solo la logica del seguire il mio istinto, i
miei desideri, di fare cioé quello che desideravo fare.
6.
Vieni dalle arti marziali, trovi che l'esperienza in questa disciplina
orientale ti abbia aiutato poi in bici?
Si credo che il Karate mi abbia insegnato, in sintonia con quanto fortunatamente fatto dai
miei stupendi genitori, il rispetto per le regole e gli "avversari"; la
consapevolezza delle mie possibilità quindi un'elevata autostima di me stesso ma
soprattutto la certezza che l'impegno, la determinazione e le fatiche spese
vengono ripagate sempre e comunque, l'importante è non sopravalutare mai il
mondo che ci circonda; che dobbiamo cercare di vincere ma se non ci riusciamo
non c'è nulla di sbagliato se esiste qualcuno più bravo di noi e che voler
vincere a tutti i costi scendendo a qualsiasi compromesso non farebbe onore alla
mia indole di persona "autarchica".
7.
Ma alla fine perché lo fai?
Questa E' la
domanda più semplice alla quale abbia mai risposto poiché fa parte della mia
natura, del mio modo di essere: vivo in bicicletta perché questo è quello che mi
sento di fare, perché mi fa stare ben con me stesso e con gli altri, perché mi
aiuta a capire l'assurdo mondo che ci circonda ricordandomi sempre che abbiamo
una vita "sola" e che vale la pena di viverla col sorriso sulle labbra e senza
rimpianti. Qualcuno mi ha accusato di essere un po' sopra le righe, beh! E'
vero, esco dagli stereotipi di una vita definita "normale", ma a volte mi chiedo
se sono io il pazzo (e molti avrebbero tutto il diritto di considerarmi tale)
oppure lo sono tutti quelli che non hanno il coraggio o le possibilità per
soddisfare le proprie necessità interiori.
8.
Fai altri tipi di competizioni? (sia in bici che no)
Da quando l'Ultracycling
è diventata la mia professione è necessario che concentri tutte le mie energie
in questo poiché la programmazione e l'allenamento sono delicati e complessi,
devo cercare di non esagerare, ma in funzione di tutto questo si: partecipo a
gare di MTB soprattutto in America e a molte a cose minori.
9.
Si dice che Johnny G. abbia inventato l'indoor cycling dopo aver abbandonato la
RAAM a 600 km dall'arrivo per prepararsi meglio fisicamente e mentalmente. Cosa
ne pensi?
E' veramente
difficile capire cosa abbia spinto il grande Johnny G. ad inventare l'indor
cycling, sicuramente le sue motivazioni primarie devono essere state dettate
dall'esigenza di allenarsi meglio ed in maniera meno stressante, il seguito che
hanno avuto credo abbiano felicemente sorpreso anche lui.
10.
Che rapporto hai con l'indoor cycling
Ho un
rapporto meraviglioso, da quando l'ho scoperto (nel 1995-96) ho aggiunto al mio
mondo un nuovo modo per pensare alla mia salute in maniera fattiva e nel
contempo stare insieme a tanta gente che ha voglia di divertirsi in maniera
sana.
11.
Trovi che possa essere un buon allenamento alternativo alla strada?
Più che
trovarlo un valido sistema di allenamento e' valido veramente, ha sostituito il
pesante lavoro che svolgevo col rapporto fisso durante il periodo di costruzione
di base e agilizzazione aumentano le mie capacità di pedalare in maniera rotonda
(spingendo e tirando sui pedali), oltre a diventare un insostituibile strumento
per velocizzare e trasformare i lavori specifici di muscolarizzazione degli arti
inferiori fatti con i sovraccarichi in palestra. Se fatto in maniera appropriata
e con istruttori validi può rivelarsi più che un allenamento alternativo un vero
e proprio strumento di complemento all'attività su strada o su MTB. Credo che il
livello di cultura sportiva dell'Indor Cycling, metodologia dell'allenamento e
dell'insegnamento raggiunto nel nostro paese ad oggi sia veramente adeguato ad
una cultura sportiva evoluta.
Fabio Biasiolo
Fulvio Pugliese
Personal Trainer & biomeccanico
http://www.spininside.it/borntorun
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+39 338 2477346