1 000 000 KM SULLA BICICLETTA. QUANTO MISURA UN MILIONE DI CHILOMETRI?

“I confini dell’anima vai e non li trovi, anche a percorrere tutte le strade: così profondo è il Discorso che essa comporta.” (Eraclito, fr. 51 DK)

Di Sara Taglialatela.

Il 14 novembre 2008, tra la 22^ e la 23^ ora della Desafio 24H (Fortaleza-Brasile), Fabio ha raggiunto un traguardo importante per la sua carriera di ciclista: un milione di chilometri compiuti sulla bicicletta. Si fa fatica a concepire e rappresentarsi una distanza come un milione di chilometri. Resta difficile anche ripercorrendo le tappe della carriera del primo ciclista italiano a essere salito sul podio della RAAM e uno dei soli 10 atleti al mondo ad averla conclusa in meno di nove giorni: undici RAAM dal 1996 al 2007; due Furnace Creek 508 (2000-2001) e due Denver to Aspen Classic (2001-2002); due volte al Giro d’Italia in tappa unica (1995-1996), diventato poi la 1001 Miglia (2006); due RAS (2007-2008); una partecipazione alla Desafio 24H (2008). Dentro un milione di chilometri ci sono i deserti, le montagne, i fiumi e le pianure statunitensi. Ci sono poi altre montagne, quelle carsiche dell’Europa orientale, ma ci sono anche le dolci colline italiane. Altrove ci sono piogge e neve sulla strada, subito prima o dopo il sole che infiamma la pelle. Ma un milione di chilometri non è solo una distanza sulla Terra; un milione di chilometri è anche, e soprattutto, un tempo vissuto. Il tempo vissuto sulla bicicletta è di una densità e intensità tali che vanno ben oltre il milione di chilometri che si sono compiuti nel suo scorrere. L’ultracycler vive ogni attimo di gara con un’attenzione e una concentrazione per quanto succede durante la competizione che non si lasciano distogliere da nessun particolare, anche se l’atleta si lascia sommergere da quanto lo circonda, dalla natura che lo accoglie, dai volti di chi lo circonda. Eppure, accanto allo sforzo fisico e alla concentrazione mentale, c’è ancora spazio e tempo perché la mente compia un altro viaggio: quello dentro se stessa, dentro i ricordi, andando avanti e indietro nel tempo, annodando i fili della propria riflessione. E’ per questo che dico che “un milione di chilometri” rappresenta una distanza inconcepibile: perché è difficile rappresentarla come distanza da un punto all’altro della Terra e perché cela in sé distanze che restano insondabili, anche all’ultracycler. Il 14 novembre 2008, in occasione della Desafio 24H (Fortaleza, Brasile), tra la 22^ e la 23^ ora di gara Fabio ha compiuto il suo milionesimo chilometro in bicicletta. Senza nulla togliere a questo traguardo, ciò che è più forte di una distanza che facciamo fatica a rappresentarci come quella che percorreremmo andando da un luogo all’altro del mondo, ciò che è più intenso dell’attimo nel quale un punto sulla ruota della bicicletta ha decretato questo successo è la determinazione con la quale Fabio ha iniziato a fare nuovi progetti, a cercare altre strade e altro tempo intorno a sé e dentro di sé. Un milione di chilometri non è una distanza compiuta, un milione di chilometri è la direzione dello sguardo, che non si posa troppo a lungo su quanto è stato fatto, ma cerca nuovi orizzonti, noncurante dei limiti e dei traguardi imposti da cifre inconcepibili. Come un milione di chilometri, che è circa la distanza alla quale dovremmo portarci nello spazio per ammirare l’intero percorso della luna attorno alla Terra.