Melfar 24 Hour - Il resoconto - C'è del marcio in Danimarca...(Shakespeare)
Fabio Biasiolo ha corso questo weekend la 24h di Melfar in Danimarca, gara valevole per la Coppa del mondo di Ultracycling. Ecco il resoconto:
Ciao a tutti,
vi scrivo per informarvi di come e'andata la gara in Danimarca: prima di tutto e' stato molto bello ritornare da quelle parti dopo tanto tempo, si respira sempre un atmosfera molto sana e la vita e' gioiosamente rallentata (almeno nei paesi non troppo grandi), rispetto ai nostri ritmi. Pensate che durante il loop diurno siamo passati piu'volte per uno laghetto che mi ricordavo di aver visto nel mio girovagare in bicicletta da quelle parti nell'85, che forte ehhh.... L'organizzazione e' stata impeccabile sotto tutti i punti di vista. 300 ciclisti alla partenza sono veramente un numero da record per una gara cosi' dura. Il viaggio in camper e' andato bene e non e' stato per nulla faticoso (come se la fatica fosse per me un problema), il tempo e' rimasto pure "terribile" come sempre: 15-16 gradi col sole, meno con le nubi, pioggia ogni tanto e vento da vendere. Di notte durante la gara la temperatura e'scesa a 5-6 gradi, e pensate che c'erano alcuni forti ciclisti nordici chje correvano in pantaloncini corti e senza guanti, quando io, che non sono sicuramente freddoloso, ero vestido da inverno. Il mio amico sloveno Fredi Virag era pure alla partenza. Al pronti via si e'cominciato come al solito a fare sul serio come se fossimo partiti per un criterium di 70 km, giro dopo giro (giro 1 diurno di km 58,5; giro 2 notturno di 16 km e giro finale dalle 8,30 fino alle 10, cioe' l'orario di fine gara, di 3,4 km), perdavamo pezzi per strada, e purtroppo anche il buon Fredi non riusciva a tenere la velocita' che dopo 10 ore era di 35,6 km/h, veramente notevole se considereriamo il vento fortissimo, la pioggia, le salite (si in Danimarca ci sono delle colline che fatte in controvento per ore ed ore si fanno sentire come il Mortirolo). Cosa bella di queste parti e' che essendo molto piu'a nord di noi, il sole tramontava alle 23 e sorgeva alle 3,30 circa, quindi una notte cortissima, per "amanti di poco spessore". Dopo circa 12 ore di gara la compagnia dei battistrada era composta dal Biasi e da altri 3 fortissimi ciclisti Danesi. Il Biasi pur risentendo ancora un po' le fatiche della gara in Slovenia, riusciva a pedalare con forza. Gia' ancora prima di partire si "cagavano addosso" per la mia partecipazione e per quella di Fredi, nei primi chilometri di gara i tre che poi sono rimasti con me dopo la 12'ora, hanno incominciato a fare domande sulle mie gare ecc. ecc. e sembrava quasi di essere una star (anche se vista non con lo stesso piacere). Dalla ora 13' alla 18' di gara i tre Danesi mi avevano chiesto 3 volte (in tre riprese diverse), di fermarmi ed aspettarli perche'avevano bisogno di fare la pipi'. Io non ne avevo bisogno ma vista la tipologia di gara (no piega di crono e si scia), oltre che per il fatto che avevamo lavorato tutti insieme fino a quel punto per staccare tutti, ho accettato di fermarmi ed aspettarli. Dopo la terza sosta, quando ho avuto bisgno io di fermarmi per cambiare velocemente i guanti fradici, mi hanno risposto che mi avrebbero aspettato, ma non appena hanno girato l'angolo, hanno incominciato a tirare come delle bestie per staccarmi. Immaginatevi dopo circa 19 ore di gara fatte a quei ritmi e in quelle condizioni climatiche, lottare in 3 contro uno cosa potesse comportare. Non mi sono dato per vinto e ho continuato a spingere da solo, ma pian piano il distacco e'diventato incolmabile. Non demordendo, dai 20 minuti che i 3 avevano accumulato in un paio d'ore, sono riuscito ad avvicinare il terzo fino ad arrivargli a circa 1 minuto e 30'' ma oramai la gara era finita. Il terzo mi e'arrivato circa 6-7 minuti davanti ed il vincitore circa ha mantenuto i 20-30 minuti di vantaggio. Ho chiuso la gara in questo infame modo (infame per loro secondo me), coprendo in 23 ore e 58 minuti, 751 km alla media di piu'di 31 km/h in quelle condizioni con più di 3000m di dislivello. Tagliato il traguardo, ai piedi del podio pieno di gente, ho ad alta voce chiesto ai tre se si sentissero vincenti nei miei confronti, se si ritenessero soddisfatti di essersi comportati in un modo cosi' meschino. Hanno abbassato la testa e hanno detto che avevo ragione, ovviamente gli ho risposto che la ragione se la potevano attaccare (immaginate dove), e gli ho detto che sono delle persone disoneste e senza morale alcuna. Risultato evidente: avrevi potuto vincere ma sono arrivato 4' Risultato meno evidente ma che mi sento addosso: ho vinto io. E ho consolidato ancora di piu'la leadership in Coppa del Mondo anche se mi sta'profondamente sui coglioni che anche qui ne succedano di tutti i colori. Nota per la Sara: se consideri che all'arrivo e'venuto a salutarmi il Crew Chief di MacDonald ("che nel 2005 ha rubato il 2° posto alla RAAM imbrogliando come pochi"), beh... gli avrei tirato un cartone sui denti. Morale: credevo che la Danimarca fosse fatta da persone speciali, e forse lo e'sul serio, ma non di certo se parliamo di sport inteso come lo intendo io. Basi BiasiClick qui per le foto della gara.



