SUL TETTO DEL MONDO: BILANCIO DELLA STAGIONE 2009 FABIO CENTRA TUTTI GLI OBIETTIVI: WORLD CUP, ULTRA CUP ED EUROPEAN CUP (di Sara Taglialatela)
7270 chilometri in sette gare. Sette gare in tre continenti: America del Sud (Desafio 24h, Brasile) America del Nord (Sebring 24h, USA),
Europa (24h del Montello. “Memorial Mauro Marcato”, Italia; Race Across Slovenia, Slovenia; Melfar 24h, Danimarca; Radmarathon, Svizzera;
Race Around Ireland, Irlanda). Sette gare in dieci mesi. In media una gara ogni mese e mezzo. Solo dieci mesi dopo aver raggiunto il
traguardo del 1.000.000 di chilometri compiuti sulla bicicletta, Fabio ha conquistato tutti gli obiettivi in vista dei quali aveva
programmato la stagione 2009: la World Cup, l’Ultra Cup e l’European Cup.
Ha stupito prima di tutti se stesso per aver sopportato un’intera stagione a questi ritmi e aver ottenuto risultati così prestigiosi,
che sono stati sicuramente il frutto di una condizione fisica eccellente. Una prova tangibile è stata la performance di fine stagione
in Irlanda, dove Fabio ha pedalato ininterrottamente per quasi 51 ore ed è ripartito dopo una sosta di poco più di un’ora. La straordinaria
condizione fisica è stata sorretta da un’attenta e meticolosa pianificazione degli impegni stagionali. Per gareggiare nella World Cup, infatti,
è indispensabile saper coniugare al meglio la condizione fisica e le risorse economico-organizzative con le regole della competizione stabilite
dall’UMCA, la Federazione Mondiale dell’Ultracycling, che è anche l’organizzatore delle Coppe. Il meccanismo di assegnazione dei punti, infatti,
è piuttosto complesso e impone agli ultracycler delle scelte ben precise per evitare che la partecipazione alla competizione comporti rischi e
pericoli per la loro salute. La Federazione decide e rende noto, con la pubblicazione del calendario delle gare a inizio stagione, quali tra
queste hanno i requisiti necessari per rientrare in uno dei circuiti delle coppe di ultracycling. A ogni gara assegna un valore numerico,
compreso tra 1 e 7, che ne stabilisce il grado di difficoltà, tenuto conto della lunghezza chilometrica, della durata, del tracciato, delle
condizioni climatiche, e così via. A questo punteggio di partenza vanno sommati i punti ottenuti dal ciclista a fine gara, che si ottengono
moltiplicando di volta in volta il punteggio di partenza per diverse variabili (velocità media, numero di chilometri percorsi, ecc.) e a questo
risultato si somma un punteggio che dipende dal piazzamento. In fase di pianificazione della stagione si deve tenere presente questo meccanismo
per scegliere le gare che permetteranno di collezionare più punti, ma bisogna saper dosare anche i tempi di recupero necessari e, quindi, valutare
il lasso di tempo che passa tra una gara e l’altra e, non ultimo, il continente nel quale si tengono (per prendere parte alla World Cup, infatti,
bisogna aver gareggiato in almeno due continenti). E’ in quest’ottica che va letta la scelta di Fabio di non prendere parte alla RAAM, gara che
dà sicuramente molti punti, ma che esige un tempo di recupero molto lungo. La scelta di prendere parte anche alla European Cup, invece, è stata
presa nel corso della stagione. Il fatto che il maggior numero di gare di ultracycling e le più impegnative (come la RAS e la Race Around Ireland)
si svolga nel Vecchio Continente ha giocato a suo favore, permettendo di gestire al meglio le risorse economiche e l’organizzazione logistica
delle gare. Inoltre, tutte le gare che si svolgono in Europa alle quali Fabio ha partecipato, erano valide sia per la World Cup che per
l’European Cup, quindi hanno sempre assegnato un punteggio che valeva in entrambi i circuiti.
Si narra nei miti dell’origine che provengono dall’estremo oriente che il mondo poggi su una tartaruga. Da noi in occidente, invece, è un Titano, Atlante, che con uno sforzo inumano sorregge il mondo. Al guscio di una tartaruga affidano la stabilità del cosmo in oriente. Perché la tartaruga è in grado di proteggersi da ogni attacco esterno e rappresenta una forza nascosta che viene dalla sua perseveranza e dal riconoscere ciò che la circonda anche a distanza di tempo e di spazio, in modo da ritrovare la sua strada. Per questo la tartaruga è simbolo di intelligenza. A oriente ci dicono che il mondo è sorretto dall’intelligenza e dalla perseveranza. Anch’io credo che sia così.

Si narra nei miti dell’origine che provengono dall’estremo oriente che il mondo poggi su una tartaruga. Da noi in occidente, invece, è un Titano, Atlante, che con uno sforzo inumano sorregge il mondo. Al guscio di una tartaruga affidano la stabilità del cosmo in oriente. Perché la tartaruga è in grado di proteggersi da ogni attacco esterno e rappresenta una forza nascosta che viene dalla sua perseveranza e dal riconoscere ciò che la circonda anche a distanza di tempo e di spazio, in modo da ritrovare la sua strada. Per questo la tartaruga è simbolo di intelligenza. A oriente ci dicono che il mondo è sorretto dall’intelligenza e dalla perseveranza. Anch’io credo che sia così.


